È giusto spiegare ai bambini che Babbo Natale non esiste?

11 dicembre 2017

come dire che babbo Natale non esiste

Il periodo più bello dell’anno sta arrivando e con lui l’attesa per la preparazione del presepe, dell’albero , dei dolci e della letterina di Babbo Natale. In questo splendido scenario, fatto di cannella e pungitopo, il vostro angioletto però potrebbe chiedervi di punto in bianco “Ma esiste davvero Babbo Natale?”.
Se al solo pensiero vi sentite tremare la terra sotto i piedi, leggete i nostri consigli su come affrontare l’argomento senza traumi …per il genitore, s’intende.

Quando nascono i primi dubbi sull’esistenza di Babbo Natale

L’età in cui potrebbero sorgere i primi dubbi è molto variabile: spesso avviene tra i 5 e i 7 anni, ma qualche volte anche prima, più o meno quando il bambino ha più possibilità di relazionarsi con altri coetanei.
Prima di questa soglia, l’esistenza di Babbo Natale non viene mai messa in discussione e non perché il bambino non abbia gli strumenti adatti, ma perché il suo pensiero razionale ancora non si è sviluppato e il modo di vedere la realtà è condizionato da quello che Piaget chiama il “pensiero magico”.
Il pensiero magico è il suo primordiale asse di equilibrio appunto perché gli permette di spiegare (e quindi di accettare “tranquillamente”) fatti che difficilmente sono comprensibili per lui, come può essere, ad esempio, la figura di Babbo Natale. Tuttavia, come verificato da una serie di esperimenti condotti dall’Università di Harvard, il bambino è perfettamente in grado di distinguere tra personaggi fantastici prodotti dalla cultura popolare e altre entità non visibili ma scientificamente comprovate (Harris et al 2006).

Quando è il genitore a non voler rinunciare alla favola

Un’altra ricerca altrettanto interessante, che aveva come protagonisti bimbi di 6-7 anni che avevano smesso di credere a Babbo Natale, ha messo in evidenza che raramente i bambini appaiono sconvolti da tale scoperta, mentre paradossalmente sono i genitori a sentirsi più malinconici (Anderson and Prentice, 1994; Cyr, 2002).
Il vero problema, infatti, risiede nella paura del genitore di vedere trasformata “la favola di Babbo Natale” in una bugia ai danni del bambino. In questo caso cosa è giusto fare: anticipare le mosse o aspettare?

Babbo Natale esiste? Cosa dicono gli esperti

Prima di tutto è necessario chiarire una cosa: la storia di Babbo Natale non potrà mai essere vissuta come una bugia, ma una favola dal valore simbolico fortemente educativo.
In un’intervista a La Stampa, la psicologa Stefania Andreoli, presidente dell’associazione Onlus Alice e specialista in problemi adolescenziali, spiega: “ai figli dobbiamo spiegare la vita, il significato dell’attesa e dei doni: la sincerità non è sempre comprensibile. Le favole invece creano un linguaggio adatto all’età”.
Quindi la figura di Santa Claus risponde pienamente ai bisogni del bambino, inoltre la sua storia permette di trasmettere molti valori, quali generosità, condivisione, pazienza ecc.
Non c’è alcun motivo, dunque, di avere fretta di smascherare Babbo Natale, presto o tardi, verrà a galla in modo naturale senza alcuna angoscia da parte del bambino.

Come dire che Babbo Natale non esiste

Ecco alcuni suggerimenti su cosa dire alla fatidica domanda “Ma esiste davvero Babbo Natale?” senza essere colti impreparati dai nostri figli:

  1. Se il tuo bambino ti fa questa domanda non rispondere subito “Sì” o “No”, ma invece invoglialo a parlare chiedendogli cosa ne pensa al riguardo; in questo modo potrai comprendere con chiarezza qual è il suo stato emotivo.
  2. La domanda che ti ha appena posto potrebbe essere solo un modo per essere rassicurato sull’esistenza di Babbo Natale. In tal caso, puoi decidere se continuare con la favola del vecchietto con la barba bianca o proporre una sorta di pseudoverità dicendo che “Babbo Natale è ormai troppo vecchio e si fa aiutare dai genitori per recapitare i doni”, in modo da prepararlo a una fase successiva.
  3. Se invece ti sembra pronto a scoprire la verità non limitarti a un secco “No”, ma raccontagli la storia che c’è dietro alla figura di Babbo Natale: potrebbe essere molto istruttivo e limitare i danni all’atmosfera magica. Usa un linguaggio semplice e chiaro e mantieni il contatto visivo quando gli parli e lo ascolti. Non dimenticarti che per lui è una fase delicata.
  4. Potrebbe capitare che il tuo bambino si senta ferito perché vive tutto questo come una grossa bugia o più probabilmente perché è stato ridicolizzato da altri bambini. In questo caso, potresti spiegare non solo la storia di Babbo Natale ma anche il perché nasce questa figura, i valori che ci sono dietro e la magia del Natale.
  5. Una volta raccontata “la verità” insegna al tua bambino a mantenere il segreto di Babbo Natale e a non ridicolizzare gli amici che credono ancora alla sua esistenza.

 

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