I disturbi del lattante

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La diarrea: non sottovalutare la disidratazione

Per capire se un lattante ha la diarrea, la prima cosa è verificare il tipo di allattamento (al seno o con biberon) perché incide in modo consistente sull’aspetto delle feci.
I bambini allattati al seno infatti, soprattutto durante le prime settimane di vita, si possono scaricare anche 6-8 volte al giorno con feci di consistenza molle, che non costituiscono un problema ma, al contrario, rappresentano la consuetudine. Solo se il lattante dà altri segnali di sofferenza, non cresce più o addirittura perde peso bisogna rivolgersi al Pediatra.

Il bambino allattato artificialmente, invece, di solito ha feci più solide e si scarica meno frequentemente, con una tendenza alla stitichezza; in questo caso, la comparsa di feci semiliquide o liquide accompagnate da un aumento della frequenza delle scariche deve far pensare a un attacco di diarrea.

La diarrea è quasi sempre di origine batterica, virale o infiammatoria e in questi casi è associata ad altri sintomi come febbre, vomito, stato di malessere generalizzato.

Nei bambini allattati artificialmente si può verificare una forma lieve di diarrea quando il bambino mangia troppo o il latte somministratogli è troppo concentrato, per un’intolleranza alimentare o a causa di una terapia antibiotica.

La prima cosa da farsi quando il lattante è colpito da questo disturbo, a maggior ragione se è associato anche a vomito, è sicuramente quella di contrastare la disidratazione, che si verifica abbastanza rapidamente in un neonato, il cui organismo è composto per l’80% circa di acqua.

Poiché spesso alla diarrea si associa una certa intolleranza al lattosio, per la reidratazione sono stati studiati degli “alimenti liquidi” arricchiti con tutti i sali minerali e gli oligoelementi che vengono “persi” dal lattante a causa della diarrea stessa.

Uno dei primi segnali di disidratazione è la bocca secca, mentre si verifica una diminuzione nell’elasticità della pelle in caso di disidratazione moderata;  in fase più avanzata si evidenzia anche  una riduzione della produzione di urine (pannolino asciutto per più di sei ore).

In questi casi è bene consultare subito il proprio Pediatra di fiducia che valuterà approfonditamente il problema suggerendo la giusta alimentazione e soprattutto il giusto integratore di sali minerali.

Il pediatra vi ha prescritto Novalac AD

Novalac AD è un latte che consente di nutrire il bambino e favorirne la reidratazione durante gli episodi di diarrea. Non contiene sostanze che possano favorire una ricaduta.

Novalac AD sostituisce temporaneamente il latte abituale del bambino. A seconda dell’età del bambino, potete aggiungere Novalac AD alle preparazioni a base di cereali senza latte né glutine.

Consultate il pediatra per l’introduzione di altri alimenti diversi da Novalac AD. Rispettate le indicazioni del pediatra. Novalac AD non deve essere utilizzato per periodi prolungati.

Per la sua composizione particolare, Novalac AD ha un aspetto, un odore e un sapore diversi da quelli delle formule classiche.
Se il biberon viene lasciato a riposo per un po’ di tempo, possono formarsi diversi strati, ma questo è tutto normale ed è sufficiente agitare il biberon prima di utilizzarlo.

 

A cura di: Prof. Maurizio Vanelli Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria Università degli Studi di Parma

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