L’amico del cuore! Il primo pupazzo

26 Luglio 2013

oggetti transizionali

Il primo vero grande amico di un bambino è il suo pupazzo. Grandi o piccoli, morbidosi e con il cuore ben in evidenza, vestiti da pagliaccio o veri e propri orsi, sono loro i custodi dei segreti dei più piccoli. Ma non chiamateli solo giocattoli, sono “oggetti transizionali”.

Peluche, orsacchiotti e bambole: gli oggetti transizionali

L’orsacchiotto è un qualcosa di più di un semplice passatempo. È un babysitter alternativo che riesce a rassicurare il bambino con la sua tenera faccia e gli occhioni dolci. Gli fa coraggio durante la notte e in tutti i duri giorni di asilo, è perfetto per vedere i cartoni animati, per ascoltare una favola o semplicemente per guardarsi negli occhi nel buio! Non è solo il migliore amico, è una delle “colonne portanti” della sua vita. E lui ricambia l’amore con la sua costante presenza, 24 ore su 24, giorno e notte e anche duranti i pasti.

Il bambino si prende cura del suo fedele compagno di giochi pettinando il suo pelo, chiedendo aiuto alla mamma o al papà in caso di strappi del manto o rottura di un braccio, coprendolo con le sue maglie se fuori fa freddo o anche se fa caldo, perché un orso, si sa, sta sempre bene con una sciarpa anche ad agosto!

Come indicava Donald Winnicott, il pupazzo è importante per la crescita del bambino in quanto rappresenta un oggetto transizionale: ovvero, è “colui” che lo aiuta nel passaggio dal rapporto simbiotico che ha con la mamma all’accettazione e alla comprensione del mondo esterno.

In poche parole, l’orsacchiotto o la copertina o qualsiasi oggetto che il bambino reputa “indispensabile”, diventa un surrogato del genitore. È capace di consolarlo e di tranquillizzarlo quando mamma e papà spariscono dal raggio visivo ed è in grado di accompagnarlo nella fase nuove scoperte.

Il buio fa meno paura se c’è l’amico-orso, all’asilo o dai nonni si è meno soli con lui presente e si mangia con più gusto solo se anche lui può stare seduto a tavola. Separarli è impossibile. In tutti questi anni di amore, i pupazzi sono trascinati per terra, fuori e dentro casa, sbaciucchiati, abbracciati, morsi, usati come cuscini e lanciati in aria, …ma devono pur essere lavati!

Ma come si può lavare il suo pupazzo preferito senza che questo provochi pianti e urla?

Ti consigliamo di “rapire” l’orso approfittando del sonno del tuo bambino, di pulirlo e di rimetterlo al suo posto in tempi brevissimi, così appena sveglio potrà continuare a bacialo e accarezzarlo!!

Ricorda di non sottrarre mai il pupazzo strappandolo dalla mani del tuo piccolo, anche se è per un buon motivo come lavarlo! Naturalmente crescendo, piano piano l’orsacchiotto diventerà sempre meno indispensabile e il suo ruolo di unico vero amico sarà intaccato da robottini, giochi nuovi e amichetti in carne e ossa…

A quel punto toccherà alla mamma prendersi cura del vecchio “alleato”. Dovrai lavarlo per l’ultima volta e conservarlo in un sacchetto sottovuoto, perché un giorno potrebbe richiederci: “Mamma ma dov’è il mio pupazzo?”.

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