Quando i bambini iniziano a sorridere?

28 Novembre 2017

quando i bambini iniziano a sorridere

Uno dei ricordi che rimane indelebile nella memoria dei neogenitori è il primo sorriso del loro bambino. Spesso il momento viene immortalato con una foto o con un video in modo da conservare per sempre l’immagine dolcissima di quel sorriso buffo che a pochi giorni dalla sua nascita scaturisce in noi sentimenti fortissimi; ma quando i bambini iniziano realmente a sorriderci?

Uno studio della London Birkbeck University ha analizzato il sorriso del neonato e secondo i dati raccolti: sono i maschietti a ridere di più, ben 50 volte al giorno contro le 37 delle bambine.

A che mese i bambini iniziano a sorridere?

Erroneamente da quanto si possa pensare, i sorrisi dei bambini, che nelle prime settimane di vita solitamente avvengono durante il sonno, sono delle reazioni fisiologiche dovute a particolari condizioni della fase REM (detta anche “sonno paradosso” o “sonno paradossale”).

In questo stadio del sonno, il piccolo può sorridere o borbottare per via dei famosi blink (traducibile come ammiccamenti spontanei), che sono la risposta ad altri stimoli riflessivi non di origine emotiva.

Solo a partire dalla sesta settimana di vita, il neonato sorride a seguito ad alcuni stimoli sensoriali: ad esempio, quando ascolta la voce della mamma o quando il papà intona una ninna nanna. Questo non perché si tratti di un sorriso di “interazione”, ma perché scaturisce da una sensazione di benessere, che porta il bambino anche a voler imitare l’espressione in quel momento del genitore, in questo caso il sorriso. Leggi anche Quando i bambini riconoscono i volti dei genitori.

Sorride sempre o piange: il linguaggio dei neonati

Dopo i primi due mesi di vita, il sorriso così come il pianto costituiscono gran parte del “primordiale” linguaggio del neonato (leggi Il pianto dei neonati: come imparare a comprenderlo) in base al quale il bambino cerca di interagire con i genitori. Il sorriso andrà a definire, come detto in precedenza, lo stato di benessere e di appagamento del bebè: una sorta di “ok, qui va tutto bene e sono felice”; il pianto naturalmente andrà a delineare il sentimento opposto e a indicare una situazione di insoddisfazione: ad esempio, il pannolino sporco, il senso di fame o il bisogno di sonno.

Dopo l’anno di vita, il bambino passa dal sorridere in modo indiscriminato a un sorriso più selettivo, che solitamente include solo la mamma e il papà. La presenza dei genitori diventa in questi mesi  imprescindibile tanto che un allontanamento della mamma può scatenare il pianto, mentre un suo ritorno può provocare un immediato e fragoroso sorriso.

Ma esiste un modo per far sorridere i neonati già a pochi mesi di vita?

Bimbi che ridono: le due cose che fanno impazzire i bebé

Spesso in rete ci imbattiamo in video di bambini piccoli che ridono in modo fragoroso e contagioso, anche senza alcun apparente motivo. In realtà, secondo lo studio della London Birkbeck University, i sorrisi più “sonori” sono la conseguenza di stimolazioni dovute al contatto fisico con i genitori e che di solito avvengono durante il bagnetto o facendo il solletico.

Durante il bagnetto, la rilassatezza dell’atmosfera, l’immersione nell’acqua, la presenza della mamma, portano a una sensazione di benessere in grado di stimolare una vera e propria risata già a due mesi di vita.

Lo stesso durante il solletico: anche solo mimarlo è sufficiente per ottenere un sorriso o una risata dal bebé. Contagiosa, davvero contagiosa.